Paralisi del nervo facciale

Il nervo facciale è il settimo paio di nervi cranici ed è un nervo principalmente motorio e la sua paralisi è un rischio prevedibile in alcuni interventi chirurgici - interventi neurochirurgici, interventi sulla ghiandola parotide - o può essere causata da paralisi a frigore o di Bell.
La paralisi determina un deficit del muscolo orbicolare dell’occhio, del muscolo frontale e dei muscoli mimici della faccia con conseguente lagoftalmo da malocclusione palpebrale, una ptosi del sopracciglio e un abbassamento del terzo medio della faccia con asimmetria delle labbra e mancanza del tono nella guancia.
Alla paralisi del facciale segue una retrazione della palpebra superiore e un ectropion della palpebra inferiore, che determinano un'esposizione della superficie oculare con esiti corneali, che vanno dalla cheratopatia da esposizione, all’ulcera corneale con limitazione permanente della funzione visiva.

In base alla entità dell'esposizione si consiglierà inizialmente una terapia medica con sostituti lacrimali, gel notturni e occlusione, in attesa di un recupero funzionale che in alcuni casi è sensibile.
Nei casi conclamati o con problematica di superficie si interviene abbassando la palpebra superiore con tossina botulinica o correggendo il difetto palpebrale, inserendo un peso d’oro nella palpebra superiore, associando un tarsal strip o tarsorrafia laterale e mediale.
L’ intervento chirurgico ha lo scopo di migliorare la funzionalità e l’aspetto della palpebra, riposizionandola a contatto con il bulbo oculare.
Il decorso post operatorio è veloce, alla dimissione viene consegnato il foglio delle terapie che consisteranno nell’utilizzo di pomate o gel antibiotici e lubrificanti. Il mattino seguente all’intervento il paziente torna alla visita di controllo, le suture verranno rimosse nei giorni successivi all’intervento, in base alla cicatrizzazione al risultato ottenuto.

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