Cataratta

asportazione cataratta

La terapia della cataratta è esclusivamente chirurgica.
Non esiste alcun mezzo efficace per arrestare la progressione della cataratta o per prevenirla, eccetto quando possibile, la sospensione dei farmaci sicuramente catarattogeni come gli steroidi e il trattamento tempestivo del disturbo sistemico che può concorrere alla sua formazione.

Nell’adulto, la motivazione fondamentale che conduce all’intervento di asportazione della cataratta è la riduzione visiva. L’entità di tale riduzione, che giustifichi l’intervento è variabile ed è in funzione delle esigenze visive del singolo individuo.
L’esame clinico del cristallino si avvale delle comuni metodiche di ispezione oculare e possibilmente va eseguito in midriasi.
La diagnosi di cataratta è facile nelle forme più avanzate in cui il colorito bianco grigiastro del campo pupillare si distingue anche senza l’aiuto di strumenti. Per le forme parziali, la tecnica migliore è la biomicroscopia con lampada a fessura che consente di individuare anche minute opacità, corticali o nucleari, e di determinarne con precisione la sede.

Facoemulsificazione (FACO)

Le tecniche di estrazione di cataratta mediante facoemulsificazione descritte sono numerose. La maggior parte di queste sono endocapsulari e rappresentano l’evoluzione dell’originaria tecnica in camera anteriore proposta per la prima volta all’inizio degli anni sessanta da Charles D. Kelman, colui che viene considerato il padre della facoemulsificazione.
La facoemulsificazione si basa sull’impiego di una sonda ad ultrasuoni che frammenta il cristallino e lo aspira attraverso un’incisione sclerocorneale o corneale pura, oggi 2,2 mm, nella maggior parte dei casi senza la necessità di dover apporre alcun punto di sutura, anche dopo l’introduzione della lente artificiale.
L’intervento non richiede ospedalizzazione, può infatti essere eseguito in regime di day surgery o ambulatoriale e la guarigione avviene in tempi brevi, nell’ordine di giorni o settimane.

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